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Brexit, sterlina al minimo di 11 mesi: alto il rischio no-deal

Inviato da Alessandra Caparello il Lun, 06/08/2018 - 15:44

La sterlina precipita al minimo in 11 mesi e al momento della scrittura vale 1,1925 dollari e 0,8930 euro, i livelli più bassi dallo scorso settembre. A pesare non solo le crescenti tensioni commerciali ma soprattutto il rischio che la Brexit, l’uscita del Regno Unito dal mercato unico, avvenga in maniera del tutto disordinata.


Già la scorsa settimana la Bank ok England alzando di 25 punti base i tassi di interesse allo 0,75% e ha espresso forti preoccupazione per il rischio che la Brexit avvenga senza accordo con Bruxelles. Da qui il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha avvertito che esiste un rischio alto “in maniera preoccupante” che il Regno Unito esca dall’UE senza alcun accordo. Lo scenario di un no-deal sta mettendo in serio pericolo la tenuta del governo di Theresa May che già ha perso pezzi importanti, come il ministro per la Brexit David Davis e quello degli Esteri Boris Jhonson, due pro Brexit convintissimi, che hanno rassegnato le loro dimissioni in disaccordo con la linea tenuta dalla May nelle trattative con Bruxelles, giudicate troppo morbide.


Tra le ultime dichiarazioni che pesano come una spada di Damocle sulla moneta inglese quelle del Segretario al Commercio internazionale britannico, Liam Fox che in un’intervista al Sunday Times ha affermato che esiste una probabilità di 60:40 che il Regno Unito lasci l’Unione Europea senza un accordo. In sostanza per Fox una Brexit senza accordo sta diventando una possibilità sempre più concreta.


“Penso che l’intransigenza della Commissione europea ci spinga verso un’uscita senza accordo, ha sostenuto il segretario che ha incolpato Bruxelles di trincerarsi dietro “ossessioni teologiche”, mentre dovrebbe occuparsi del “benessere economico degli europei”. Ha aggiunto Fox: “In questo modo, non può esserci che una sola conclusione”. Nell’atto di accusa di Fox finisce anche il negoziatore capo dell’Ue, Michel Barnier, reo a suo dire di aver respinto l’ultimo piano della premier Theresa May, concordato a Chequers, sulla base del fatto che “non l’abbiamo mai fatto prima”.  “Se gli europei non amano la proposta che abbiamo messo sul tavolo, allora ne formulino una che potremo accettare”, ha aggiunto fox che conclude: “Spetta ai 27 dell’Ue determinare se vogliono che la purezza ideologica della Commissione sia mantenuta a spese delle loro economie”.