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Euro oltre $1,18, supera media mobile 55 giorni. E ora? Dollaro attende Fed, sterlina rischia elezioni anticipate UK

Inviato da Laura Naka Antonelli il Mer, 11/10/2017 - 10:52

Euro in rialzo, testa il massimo in più di 10 giorni dopo il tono conciliante con cui il presidente catalano Carles Puigdemont ha dichiarato l'indipendenza della regione, ma l'ha anche sospesa per "settimane", proponendo un periodo di dialogo. La moneta unica segna il terzo giorno consecutivo di rialzi nei confronti del dollaro, e torna sopra la soglia di $1,18, fino a $1,1839. L'euro beneficia anche della debolezza del dollaro nei confronti di tutte le valute dei paesi del G-10, dovuta alle perplessità degli strategist, che si domandano se per caso la fase rialzista della valuta Usa sia terminata.


Il dollaro attende anche le indicazioni che arrivano dalle minute relative all'ultima riunione della Fed, che saranno diffuse nella serata italiana. Ci sono in ogni caso anche ragioni di carattere politico che stanno zavorrando il biglietto verde. Politico ha riportato infatti indiscrezioni secondo cui il senatore repubblicano Usa Rand Paul potrebbe non dare il suo sostegno al piano di riforma fiscale dell'amministrazione Trump, e tale fattore potrebbe pesare nel breve termine, secondo gli analisti intervistati da Bloomberg, sul trend del Bloomberg Dollar Spot Index.


Per Marc Chandler, in particolare, responsabile globale della divisione di strategia sul forex di Brown Brothers Harriman, "il dollaro è sceso in parte per motivi tecnici dopo il trend di venerdì scorso e anche perchè i tassi sui Treasuries sono scesi, con gli investitori che hanno realizzato che l'aumento dei tassi da parte della Fed è già scontato".


Occhio al rapporto dollaro-yen, che rischia di testare la media mobile a 200 giorni, a JPY 111,88, in caso di estensione delle perdite. Al momento, il cambio si aggira 


Tornando al rapporto euro-dollaro, il cambio ha superato la media mobile degli ultimi 55 giorni, pari a $1,1838: il superamento di tale livello potrebbe cambiare l'outlook di medio termine. I trader europei segnalano comunque che l'euro rimane da "sell" nelle fasi di rally, almeno per gli operatori che guardano al breve periodo. 


Tra le altre valute, gli analisti di Bank of America Merrill Lynch hanno rivisto al rialzo l'outlook sulla sterlina, complici le recenti dichiarazioni della Bank of England, che hanno aumentato le speculazioni su un imminente rialzo dei tassi di interesse del Regno Unito. Il rapporto sterlina-dollaro previsto per la fine dell'anno è stato alzato a $1,31 da $1,25, mentre quello euro-sterlina è atteso in flessione a 0,88. Rispetto ai livelli attuali, tuttavia, la revisione al rialzo non è sicuramente di grande aiuto alla valuta britannica.


Diversa è la view di Rabobank, che fa riferimento - anche se c'è stato un apparente armistizio - alle pressioni sulla premier Theresa May e ai recenti sondaggi da cui emerge come un vantaggio dei laburisti di Jeremy Corbyn sui conservatori del 2%. E ora si teme che, se il potere andasse a finire nelle mani dei laburisti, fattore che andrebbe di per sé a scompaginare le trattative sulla Brexit con l'Unione europea, la sterlina ne soffrirebbe, e non poco.


"Il rischio al ribasso della sterlina sarebbe notevole in caso di annuncio di nuove elezioni", ha detto la strategist senior di Rabobank, Jane Foley. Per Foley, esiste ancora la probabilità che May sia costretta a dimettersi e a dare il via a "una catena di eventi che porterebbero a elezioni anticipate". In questo caso, gli investitori dovrebbero contemplare anche una virata a sinistra del paese. Una tale prospettiva porta Rabobank a prevedere un rialzo dell'euro sulla sterlina EUR-GBP fino a 0,95 nell'arco nei prossimi 12 mesi.