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Forex: Sterlina sotto la lente dopo i toni da "falco" della BoE. Il punto di vista degli analisti

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 09/02/2018 - 12:09

Sul mercato forex sotto la lente i movimenti della sterlina, dopo il balzo della vigilia che ha trovato supporto in una Bank of England (BoE) più falco delle aspettative. Ieri l'istituto centrale guidato da Mark Carney ha confermato il costo del denaro allo 0,5%, ma ha dato una scossa ai mercati annunciando che ulteriori rialzi dei tassi (dopo la stretta dello scorso novembre) saranno necessari più di quanto il mercato abbia scontato fino a oggi. E questo perché l'economia cresce meglio delle attese e l'inflazione dovrebbe rimanere al di sopra del target stabilito dall'istituzione, pari al 2%, non solo quest'anno, ma anche in quelli successivi.


"L’attuale scenario macroeconomico, secondo Carney, potrebbe portare le autorità ad alzare i tassi prima di quanto atteso a fine novembre, sebbene i rialzi rimarranno graduali", sottolineano da Mps Capital Services, indicando che il mercato ha così iniziato a prezzare un rialzo dei tassi già a maggio con una probabilità del 70%.


Dopo la fiammata di ieri, con il cambio sterlina dollaro che ha oltrepassato la soglia di 1,40, per poi rallentare in scia ai ribassi dell'azionario, oggi lo scenario è all'insegna della calma piatta. In questo momento il cross divisa britannica/buiglietto verde viaggia in area 1,39, mentre il cambio euro/sterlina è in leggero rialzo dello 0,19% a 0,8819.


In questo nuovo possibile scenario, quali sono le prospettive per la sterlina?


"La BoE sembra essere più sicura del fatto che i rialzi dei tassi saranno effettuati più rapidamente, ma corre il rischio di un’ulteriore accelerazione della recente forza della sterlina", avverte Barry McAndrew, senior portfolio manager, active global rates di State Street Global Advisors. "A sua volta, questo fattore potrebbe far presagire una posizione più neutrale entro la prossima estate rispetto all’atteggiamento di oggi", aggiunge l'esperto.


Secondo la view di Alessandro Balsotti, head of asset management di JCI Capital Limited, "la politica monetaria e rendimenti non saranno il vero driver della sterlina, destinata (una storia simile a quella del dollaro) ad essere guidata dai flussi di capitale (e di investimento/disinvestimento nell’economia reale) che reagiranno alle vicende della Brexit". A riprova di questo, cita Balsotti, gli ultimi segnali mandati ieri dal ministro britannico per la Brexit, David Davies, che ha accusato di "cattiva fede" l'Unione Europea, dopo la pubblicazione di un documento che prevede sanzioni nei confronti di Londra se venissero violate le regole durante la fase di transizione. Parole che Balsotti definisce "non sono certo entusiasmanti, con l’accordo transitorio che va finalizzato nel prossimo mese e mezzo per evitare un’accelerazione nell’esodo di molte multinazionali dal suolo inglese".