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Gran Bretagna: sterlina in apprensione dopo le parole della May. A Carney è stato chiesto di restare?

Inviato da Luca Fiore il Mar, 28/08/2018 - 15:55


Uscire dall’Unione senza un accordo? Non sarebbe la fine del mondo. Theresa May nel corso del suo viaggio in Africa ha ostentato sicurezza confermando che la mancanza di un accordo con le autorità europee sul post-Brexit è da preferirsi ad un cattivo accordo.

Sul mercato valutario le dichiarazioni del premier britannico hanno spinto il cambio con la moneta unica, al quinto incremento in altrettante sedute, a livelli che non si vedevano da un anno a 90,75p mentre il cross con il biglietto verde, il celeberrimo cable, segna un rialzo a 1,2925 dollari grazie all’incremento della propensione al rischio innescato dalla bozza di accordo Usa-Messico.

“Le voci su un’uscita della Gran Bretagna senza un accordo sono diventate sempre più frequenti nelle ultime settimane e il Primo ministro ha fatto poco per ridurre le paure degli operatori”, ha commentato Connor Campbell di Spreadex.

Le dichiarazioni della May sono in aperto contrasto con quelle del Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, che la scorsa settimana aveva quantificato in 80 miliardi di sterline il conto da pagare nell’ipotesi di un “no deal”.

Per il premier, che nel corso di un incontro con la stampa ha citato più volte le parole di Roberto Azevedo (il n.1 del WTO che la scorsa settimana ha rilevato che i commerci continueranno anche in mancanza di un’intesa), “senza un accordo non ci sarà la fine del mondo”. Non a caso, ha continuato, “da sempre sostengo che un ‘no deal’ è meglio di un ‘bad deal’ “.

Un sostegno per la divisa d’Oltremanica arriva dall’indiscrezione riportata da alcune testate britanniche secondo cui al n.1 della Bank of England Mark Carney, il cui mandato scade a fine giugno 2019, sarebbe stato chiesto di restare un altro anno. E, in piena tempesta Brexit, il prolungamento del mandato del chairman sarebbe una delle poche garanzie per gli operatori della City.